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28 set 2022

Il valore (anche economico) dell’impatto sociale nel calcio. Italiacamp presenta la prima indagine completa su impegno di leghe e club

Il Cagliari la squadra più virtuosa e vince l’Impact Award

Promuovere azioni e campagne che abbiano impatto dal punto di vista sociale, economico e ambientale fa un gran bene al mondo del pallone e non solo in termini di reputazione. Infatti, sviluppare progetti capaci di incidere positivamente sulle comunità nelle quali leghe e club operano è anche una buona idea di business, capace di influenzare positivamente tutti gli stakeholder di quel mercato. È questo ciò che emerge dal report “Sport Sustainability e Impact Management: un’analisi dell’industria calcio europea” presentato oggi durante il Social Football Summit da Italiacamp, organizzazione che lavora con grandi realtà pubbliche e private, startup, università, centri di ricerca e organizzazioni sportive per sviluppare, comunicare e misurare progetti di impatto sociale. L’analisi prende in esame le 5 principali leghe – Premier League, Bundesliga, LaLiga, Ligue 1, Lega Serie A – e i club quotati in borsa e per la prima volta raccoglie tutte le azioni riconducibili all’impatto sociale che questi attori hanno sviluppato, restituendone uno stato dell’arte complessivo.

Sponsor, tifosi e calciatori, tutti vogliono più impatto

Come dimostrato da diverse ricerche internazionali, fra i giovani c’è una forte attenzione sociale e ambientale nelle scelte di consumo e appartenenza e questo si riflette anche nelle scelte di tifo e nelle aspettative che i giovani tifosi hanno verso i club. Che i temi sociali siano sempre più centrali per tutti gli attori dell’ecosistema, lo dimostra quello che è successo durante la Coppa del Mondo in Brasile nel 2014, quando le pesanti accuse ricevute da FIFA hanno determinato la perdita di prestigiosi sponsor. L’attenzione sociale e ambientale è quello che ha convinto il giovane calciatore spagnolo Bellerín ad andare a giocare proprio al Real Betis Balompié grazie al sostegno al progetto Forever Green che il club porta avanti con l’obiettivo di promuovere uno stile di vita più̀ consapevole e attento all’ambiente, che coinvolge società e tifosi in prima persona.

Secondo quanto emerge dallo studio, dunque, dare spazio a un approccio sostenibile sarebbe utile non solo per coinvolgere di più e meglio investitori, sponsor e tifosi, categorie sempre più attente a valutare in termini di impatto positivo le proprie preferenze, ma potrebbe mostrarsi utile anche nell’ingaggio dei calciatori.

Le potenzialità dell’impatto e il ruolo delle leghe

Dal punto di vista economico, invece, l’industria del calcio rappresenta il principale sistema sportivo mondiale, con un fatturato globale stimabile in 47 miliardi di dollari, pari al 28% del giro d’affari complessivamente generato dallo sport business mondiale (FIGC su dati Nielsen, 2020). E in questo contesto il calcio europeo costituisce lo scenario più rilevante, con i ricavi totali delle 54 Top Division europee che hanno raggiunto nel 2018 i 21,1 miliardi di euro (FIGC su dati UEFA, 2020); il fatturato del comparto è cresciuto mediamente ogni anno del 7,3%, un incremento significativo se confrontato con la crescita del PIL a livello europeo ferma al 2,7%. A livello aggregato, i cinque più grandi campionati europei hanno generato 15,1 miliardi di euro di entrate nella stagione 2019/2020.

Se consideriamo, quindi, l’impatto sociale come un “acceleratore” capace di portare benefici concreti al comparto calcistico anche in termini economici, è proprio guardando i dati di settore che appare chiaro il potenziale che questo genere di attività potrebbero esprimere. A questo punto, la domanda che si affaccia dalle pagine del report, considerando gli economics significativi del settore e l’inclinazione naturale dello sport a generare impatto sociale e a coinvolgere il pubblico, è cosa potrebbe succedere se l’approccio di leghe e club all’impatto sociale fosse parte di una programmazione e come tale fosse comunicato e misurato.  La fotografia che emerge dalla ricerca, infatti, è che già oggi leghe e club hanno un’attenzione crescente verso i progetti di impatto, assecondando una sensibilità che, come sappiamo, attraversa tutta la società. Quello che ancora manca è la capacità di rendere queste iniziative parte di un disegno strategico. Sotto questo punto di vista, la ricerca lascia intravedere per le leghe, in questo percorso di maturazione verso la programmazione e misurazione dell’impatto sociale, un ruolo abilitante, riconoscendole come organo di raccordo e coordinamento dei diversi club, considerando la responsabilità̀ che ricoprono nell’essere promotrici di cambiamento strategico e organizzativo per i singoli club.

L’esempio del Borussia Dortmund

Non mancano comunque gli esempi virtuosi a livello di club. In questo contesto il Borussia Dortmund rappresenta la buona prassi che implementa e sviluppa pienamente il processo di impact management nell’organizzazione e che, in questo, viene percepito positivamente dagli stakeholder di riferimento. Il BVB ha, infatti, un sistema strutturato di reportistica non finanziaria, un sistema interno di governance volto a integrare a livello top-down e bottom-up i principi di sostenibilità̀ ambientale e impatto sociale, e un piano d’azione strutturato su sostenibilità̀ e impatto, che prende forma attraverso le iniziative promosse dal club non solo sul territorio nazionale, ma anche internazionale, e attraverso l’operato della Fondazione connessa alla società̀ e costituita per questo specifico scopo.

 Al Cagliari l’Impact Award

L’attenzione all’impatto non è appannaggio solo dei grandi club ma è un trend ormai in via di consolidamento: applicando alle squadre nostrane il modello di gestione dell’impatto messo in luce nell’analisi, emerge l’ottima performance del Cagliari, a cui è stato assegnato il primo Impact Award SFS 2022 by Italiacamp. Il club rappresenta un esempio virtuoso dell’ecosistema calcistico, avendo sviluppato negli anni un processo strutturato di impact management con professionisti interni dedicati, un piano d’azione orientato all’impatto oltre che un’attività di comunicazione trasparente dei risultati raggiunti grazie alla redazione del Bilancio di Sostenibilità, dimostrando impegno concreto nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che coinvolgono i tifosi e tutte le categorie di stakeholder.

“Bisogna abbandonare la tendenza che ancora persiste nell’approcciarsi a impatto e sostenibilità con azioni spot, avviando riflessioni più strategiche e integrate nel business primario. Ed è anche per questo motivo che quest’anno abbiamo voluto istituire l’Impact Award, con la collaborazione di Social Football Summit, per dare un segnale concreto di come l’impatto sociale e la creazione di valore siano ormai sensibilità sempre più consolidate, e in cui lo sport, e il calcio in particolare, può giocare un ruolo fondamentale grazie alla sua naturale vocazione a creare socialità, condivisione e comunità”  ha affermato Leo Cisotta, Marketing & Business Development Director Italiacamp.

L’Impact room di Italiacamp al Social Football Summit

L’analisi è stata discussa durante i talk organizzati nell’Impact room, uno spazio di approfondimento e dibattito dedicato a questi temi, ideato e gestito da Italiacamp a cui hanno partecipato oltre 150 persone e durante la quale sono intervenuti fra gli altri Fabio Poli – Direttore Organizzativo AIC, Max Van Den Doel – Chief Marketing Officer AS Roma, Rocco Giorgianni – Segretario Generale Fondazione Milan e Lorenzo Coruzzi – Associate Director Brand Finance, Marco Francesco Mazzù – Professor of Practice di Marketing e Direttore Master in Sport Management Università Luiss.

31 lug 2022

Officine Mezzogiorno: al via la sperimentazione di innovazione sociale a firma Comune di Lecce-Italiacamp

Il progetto è tra i 18 ammessi alla seconda fase del Fondo Innovazione Sociale (FIS) della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Lecce, 30 luglio 2022 – È stato ammesso al finanziamento del Fondo di Innovazione Sociale (FIS) il progetto Officine Mezzogiorno, presentato dal Comune di Lecce in partnership con Italiacamp con il quale verrà sperimentato per la prima volta in Europa lo strumento di finanza d’impatto Social Impact Incentive (SIINC). Officine Mezzogiorno è uno dei 18 progetti che accedono alla sperimentazione operativa tra i 79 presentati da tutta Italia. Quattrocentocinquantamila euro per contrastare l’esclusione sociale e l’abbandono scolastico.

Il progetto Officine Mezzogiorno è stato sviluppato dal Comune di Lecce – pubblica amministrazione proponente – insieme a Italiacamp in qualità di soggetto attuatore e con la collaborazione dell’associazione locale The Qube, con uno studio di fattibilità finanziato dalla prima fase del Fondo di innovazione sociale. Alcune delle attività del progetto sono inoltre già state messe in campo con Pro Officine Mezzogiorno: percorsi di education ed empowerment rivolti ai giovani e alle realtà locali del Terzo Settore, sostenuti da Fondazione CON IL SUD e Italiacamp e realizzati con il Comune di Lecce, The Qube e l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore Galilei-Costa-Scarambone.

Adesso, parte la seconda fase, con la realizzazione della sperimentazione finalizzata alla verifica sul campo dell’efficacia dell’idea progettuale, e della sua sostenibilità e replicabilità, tramite l’utilizzo di indicatori che misureranno e valuteranno i risultati conseguiti e l’impatto sociale del progetto. Proprio a questi indicatori è connesso il SIINC, uno strumento di finanza d’impatto – inedito in Italia – che lega la remunerazione del soggetto attuatore al raggiungimento di risultati verificati da un soggetto valutatore indipendente.

Il Fondo Innovazione Sociale, gestito dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, punta a rafforzare la capacità delle pubbliche amministrazioni di realizzare azioni di innovazione sociale, sviluppando un processo in grado di coniugare risultati sociali e finanziari e basato su una virtuosa interazione tra soggetti pubblici e privati.

Si apre una nuova fase del progetto Officine Mezzogiorno, finalizzato a potenziare la capacità delle organizzazioni sociali della città di generare un impatto positivo e concreto – dichiara il sindaco di Lecce Carlo Salveminiringrazio Italiacamp per l’impegno finora profuso, il cui valore è stato ancora una volta riconosciuto con il finanziamento assegnato dal Ministero della Funzione Pubblica che consentirà di sperimentare attività di contrasto all’esclusione sociale e all’abbandono scolastico”.

L’impatto sociale è la bussola che orienta l’attività di Italiacamp, per questo Officine Mezzogiorno nasce prima come contenuto e solo dopo come contenitore – dichiara l’Amministratore Delegato di Italiacamp Fabrizio Sammarco – In questa fase di sperimentazione di Officine Mezzogiorno continuiamo a lavorare per rispondere ai bisogni sociali del territorio e così poi accedere alla terza fase di consolidamento, per poter ampliare e replicare il progetto, creando un impatto positivo per un territorio con enormi potenzialità di cui vogliamo contribuire a preservare il capitale sociale”.

L’accesso alla terza fase del FIS contribuirà alla nascita dell’hub Officine Mezzogiorno, frutto della rigenerazione dell’’officina degli autobus antistante alla stazione di Lecce. Nello spazio, luogo di innovazione sociale, confluiranno le attività di formazione.

 

Per ulteriori informazioni su Italiacamp:

Elisabetta Pessano | Chief Communications Officer

e.pessano@italiacamp.com

+39 345 712 6772

Domenico Laurenda | Communications Specialist

d.laurenda@italiacamp.com

+39 333 322 1425

 

08 apr 2022

Competenze per la Space Economy e Terzo Settore: a Lecce parte Pro Officine Mezzogiorno per generare impatto sociale sul territorio

180 ragazzi e 9 startup coinvolti nella sperimentazione finanziata da Fondazione CON IL SUD e Italiacamp che apre la strada al laboratorio di innovazione sociale di Officine Mezzogiorno

Lecce, 8 aprile 2022 – Ha preso il via a Lecce Pro Officine Mezzogiorno, un progetto triennale di inclusione e rigenerazione sociale che offre ai più giovani corsi all’avanguardia su space economy, coding, robotica, stampa 3D e realtà aumentata e servizi di accelerazione per le startup locali del terzo settore. Pro Officine Mezzogiorno è sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e Italiacamp con un finanziamento complessivo di 450 mila euro ed è realizzato con il Comune di Lecce, The Qube e l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore Galilei-Costa-Scarambone per sviluppare percorsi di formazione ed emersione dell’innovazione nel territorio di Lecce dal 2021 al 2024.

Il percorso è stato presentato all’Open Space di Palazzo Carafa, alla presenza del Sindaco di Lecce Carlo Salvemini, dell’Assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci, dall’Amministratore Delegato di Italiacamp Fabrizio Sammarco.

Le attività di education hanno preso il via questa settimana presso il Galilei-Costa-Scarambone con Space Camp, il primo corso in Italia che fa toccare con mano le tecnologie spaziali ai giovanissimi, realizzato da Italiacamp grazie al partner scientifico British Interplanetary Society. Nel laboratorio di Space Camp i ragazzi si avvicineranno alle discipline degli astronauti e saranno loro stessi i programmatori di prototipi di satelliti spaziali – un’occasione dal valore particolare in una regione dove il settore aerospaziale è arrivato a superare i 700 milioni di fatturato export e che conta più di 550 imprese con oltre 7.900 addetti.

L’obiettivo di queste attività è infatti ridurre la povertà educativa attraverso percorsi di apprendimento che aiutino i giovani a sviluppare competenze relative ai nuovi trend del mercato del lavoro: nei tre anni di sperimentazione sono previsti nove percorsi che coinvolgeranno 180 studenti di scuola secondaria e anche le loro famiglie con il fine di ridurre il gap digitale tra generazioni. Per il terzo settore, invece, sono in programma tre percorsi annuali di accelerazione ed empowerment, destinati ciascuno a tre startup locali con l’obiettivo di creare una rete territoriale in grado di generare impatto sociale.

Grazie a Pro Officine Mezzogiorno si sperimentano alcune delle attività dell’hub Officine Mezzogiorno, un centro di innovazione e rigenerazione sociale progettato dal Comune di Lecce con la collaborazione di Italiacamp nell’ambito del Fondo di Innovazione Sociale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nell’hub Officine Mezzogiorno si svilupperanno in maniera sinergica azioni di inclusione e innovazione sociale per giovani e giovanissimi, iniziative di formazione manageriale avanzata e manifattura digitale per startup e PMI emergenti, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni sociali del territorio, generando impatti positivi sulla comunità misurabili e valutabili nel tempo. L’hub nascerà dalla rigenerazione di un luogo particolarmente evocativo: un’officina degli autobus antistante alla stazione di Lecce, uno spazio che da sempre genera connessioni con il Paese ma che rappresenta al tempo stesso il punto di partenza della fuga dal territorio.

«Dopo la presentazione dello studio di fattibilità, Pro Officine Mezzogiorno rappresenta – dichiara Carlo Salvemini, sindaco di Lecce – il secondo step ufficiale e operativo di questo progetto ambizioso di innovazione, Officine Mezzogiorno, che affianca a un importante intervento di rigenerazione urbana, un’attività di inclusione sociale ben mirata, che passa da percorsi formativi che indirizzano gli studenti verso nuove professioni legate alle specializzazioni digitali. Laboratori che, in questa prima fase, si tengono nelle scuole e che, nel prossimo futuro, troveranno casa nell’hub di Officine Mezzogiorno, che sorgeranno in un’area della città, come quella della stazione, interessata da profonde trasformazioni: il cantiere per il ribaltamento della stazione, già partito, quello di RFI per la riqualificazione dell’interno della stazione e quello del Comune per il rifacimento di viale Oronzo Quarta, che dovrebbero prendere avvio entrambi il prossimo anno. In questo contesto, si inserisce l’hub di innovazione sociale, che sarà il primo esempio di incubatore di idee ed esperienze nel Mezzogiorno».

“Creare a Lecce un Polo sull’Innovazione è l’obiettivo con cui ho lavorato negli anni di amministrazione al Comune di Lecce e che oggi si concretizza. Favorire le competenze e le conoscenze, lavorare sulla costruzione delle capacità e delle attitudini e farlo con uno sguardo rivolto al futuro – come dimostrano gli argomenti che i ragazzi e le ragazze tratteranno e su cui saranno formati – è il fulcro di questo progetto. Un progetto che coinvolge pubblico, privato e terzo settore e che mira a ridurre il gap con gli altri Paesi europei, creando un hub, al momento virtuale ma presto ci auguriamo anche fisico, in cui diventare dei veri innovatori, per avere maggiori possibilità professionali ma soprattutto per far crescere il territorio” ha commentato Alessandro Delli Noci, Assessore allo sviluppo economico Regione Puglia.

“Con Pro Officine Mezzogiorno costruiamo le fondamenta del nostro impegno nel territorio di Lecce, in sinergia con le istituzioni locali. Abbiamo voluto investire con le nostre forze e con il sostegno di Fondazione Con il Sud perché crediamo con forza alle potenzialità di questo territorio e vogliamo preservare il capitale sociale di questa zona d’Italia partendo proprio dalla formazione, che è la base per lo sviluppo di nuove economie civiche in grado di generare valore diffuso per l’intera comunità” ha affermato Fabrizio Sammarco, Amministratore Delegato di Italiacamp.

Siamo contenti di collaborare a questo progetto che mette al centro territorio, comunità e nuove generazioni” ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. “Territorio e comunità perché guarda allo sviluppo, non solo economico ma soprattutto sociale che è il vero punto di partenza per generare cambiamento. Nuove generazioni, perché volge lo sguardo al futuro, offrendo ai più giovani delle straordinarie opportunità di conoscenza, coinvolgendoli in attività relative a settori in espansione. Passi importanti per contrastare la povertà educativa, per puntare sulle buone energie del territorio, per offrire opportunità concrete di crescita per tanti ragazzi e ragazze, per aiutarli a “disegnare” il futuro che desiderano”.

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Focus Space Camp

Il corso è organizzato in quattro moduli principali:

1. Introduzione alla cultura astronautica.       

2. Sistemi e ingegneria: introduzione ai vari sistemi di bordo di un veicolo spaziale e alle basi di ingegneria di sistemi applicata all’astronautica e alla gestione dello sviluppo di un sistema per lo spazio e alle sue operazioni.

3. Avionica e operazioni: Il ruolo dell’elettronica e dell’informatica orientati all’elettronica per lo spazio; come si controlla un satellite da terra, il mondo delle operazioni spaziali.  

4. Discipline e competenze per lo spazio: introduzione alla cultura del settore spaziale orientata al mondo del lavoro, panoramica della diversità di discipline che concorrono a rendere il settore accessibile a molti tipi di studio (non solo ingegneria), indicazioni per le abilità e le conoscenze indispensabili in molte delle fasi di un progetto per lo spazio.

 

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore.

L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che vede nel proprio capitale sociale alcune grandi aziende del Paese, tra cui Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane e Invitalia,e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp.

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Per ulteriori informazioni su Pro Officine Mezzogiorno:

Gian Mario Bachetti | Responsabile comunicazione Pro Officine Mezzogiorno

g.bachetti@italiacamp.com

+39 320 941 2315

 

Per ulteriori informazioni su Italiacamp:

Elisabetta Pessano | Chief Communications Officer

e.pessano@italiacamp.com

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 Domenico Laurenda | Communications Specialist

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26 nov 2021

Impatto sociale – Nasce il GIIM, l’osservatorio di ricerca di Italiacamp e Luiss Guido Carli

Lanciate 2 call dedicate al tema dell’impatto e della sua valutazione

Milano, 26 novembre – Lanciato oggi il GIIM – Governance Innovations Impact Management – l’osservatorio di ricerca sull’impatto sociale, la sua governance e il suo management e l’innovazione nato dalla collaborazione fra Italiacamp, l’organizzazione che realizza e misura progetti di impatto, e l’Università Luiss Guido Carli. L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di sviluppare un processo di ricerca, dialogo, scambio continuo tra il mondo accademico e quello aziendale e istituzionale, in grado di coniugare conoscenze acquisite ed esigenze di mercato. L’occasione è stata “Impact Measurement and Management” che ha portato sul palco del Milano Luiss Hub un confronto fra aziende, investitori e università su quanto necessario per generare un impatto positivo sulla società, e su come misurarlo – con una logica che vediamo applicata anche nello stesso PNRR. Al centro dei panel la necessità di superare il piano della sostenibilità per abbracciare in maniera più ampia quello dell’impatto sociale, e non solamente ambientale. “Pianificare, gestire, misurare e riportare l’impatto è la sfida di fronte alla quale si trovano le organizzazioni” ha detto Cristiano Busco, coordinatore scientifico del GIIM e Full Professor di Accounting, Reporting & Sustainability della Luiss Business School e dell’Università di Roehampton. “La legittimità – e soprattutto la “licenza di operare” – di ogni organizzazione dipende dalla sua capacità di creare valore per i suoi stakeholder, così come per la società in generale” ha aggiunto Busco che ha proseguito “ora siamo arrivati ​​al punto in cui gli investitori e i gestori patrimoniali di tutto il mondo riconoscono chiaramente che il modo in cui un’organizzazione gestisce le questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) contribuisce alle sue prestazioni aziendali e finanziarie”.

“La sfida del GIIM è un cambio di paradigma: ogni persona e ogni organizzazione deve essere disposta a giocare la sua partita” ha detto Elisabetta Scognamiglio, alla guida del team Impact di Italiacamp e membro del GIIM. E proprio in questo senso vanno le due call per università e aziende che inaugurano le attività dell’osservatorio di ricerca. La prima volta alla raccolta di articoli su “Accounting e rendicontazione per l’impatto sociale e la creazione di valore aziendale” che saranno ospitati dalla prestigiosa rivista Accounting, Auditing and Accountability Journal e avranno lo scopo di analizzare il rapporto tra rendicontazione aziendale e valutazione di impatto sociale. Finestra per l’application dal 1° novembre al 31 dicembre 2022. La seconda call, invece, riguarda l’handbook “Una nuova prospettiva aziendale e degli investimenti” che sarà pubblicato da Routledge e raccoglierà una selezione di buone pratiche e storie di impatto di aziende. Queste le tappe per l’application: manifestazione di interesse entro il 31 gennaio 2022, bozza del primo capitolo 30 aprile 2022, invio del capitolo definitivo 15 luglio con data di pubblicazione nell’ottobre del 2022.

Centrale nella giornata di dibattito anche il tema dell’innovazione. Secondo Antonio Solinas, AD di Deloitte Financial Advisory: “Per le imprese in questa fase delicata di ripartenza diventa fondamentale avere una spiccata capacità di cambiare e innovare. Non solo spingere l’acceleratore per sostenere la crescita, ma anche indirizzare le strategie aziendali verso nuovi modelli operativi e nuovi business per sviluppare operazioni e dare così impulso al mercato”. Francesco Checcacci, Partner Deloitte Financial Advisory aggiunge: “Il lungo percorso che dovranno affrontare le aziende prevede una pianificazione strategica a lungo termine. Gli investitori dovranno essere in grado di sostenere le iniziative lungo questo arco temporale, perseguendo obiettivi non solo finanziari, ma anche e soprattutto di sostenibilità ambientale e sociale”. E su questo interviene anche Alberto Mina, Direttore delle relazioni istituzionali e internazionali, della comunicazione e del marketing di Arexpo che dice “l’innovazione non si fa da soli, per sua natura per essere competitiva ha bisogno di un network globale. Spesso non nasce a tavolino, ma per “caso” e bisogna essere bravi a capire e sfruttare quel “caso”.

All’evento hanno partecipato Fabrizio Sammarco, Corporate Coordinator GIIM; CEO Italiacamp; Adjunct Professor Luiss Guido Carli; Cristiano Busco, Scientific Coordinator GIIM; Full Professor of Accounting, Reporting & Sustainability Luiss Business School and University of Roehampton; Jed Emerson, Managing Director Global Lead Impact Investing Tiedemann Advisors; Author of “Purpose of Capital”; R. Paul Herman, CEO & Founder HIP Investor; Editor of “Global Handbook of Impact Investing”; Antonio Solinas, CEO Deloitte Financial Advisory; Francesco Checcacci, Partner Deloitte Financial Advisory; Alberto Mina, Institutional and International Relations, Communication and Marketing Director Arexpo; Tjeerd Krumpelman, Global Head of Advisory, Reporting & Engagement ABN AMRO Bank; Alessandro Rizzello, Adjunct Professor of Social & Sustainable Finance University of Magna Graecia Catanzaro; Costanza Consolandi, GIIM Scientific Team, Associate Professor of Corporate Finance University of Siena; Herman Bril, CEO Asset Management Arabesque; Helen Chiappini, Tenure-track Assistant Professor of Banking and Finance G. D’Annunzio University; Alberto Matellán, Chief Economist MAPFRE; Maria Teresa Zappia, Deputy CEO, Chief Impact & Blended Finance Officer BlueOrchard. Ha moderato Elisabetta Pessano, Chief Communications Officer Italiacamp.

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, TIM, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore

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16 nov 2021

Calcio e impatto sociale: superati i 3 miliardi di euro, ora necessario generarlo intenzionalmente

Italiacamp “Best practice sono realtà, la sfida è inserire l’impatto nelle strategie di business”

Secondo una recente analisi FIGC e Uefa oggi in Italia ci sono oltre 1 milione di giocatori tesserati per un impatto che supera i 3 miliardi di euro all’anno, con ricadute dirette sull’economia (26%) fra investimenti infrastrutturali e consumi dei calciatori, nel campo della salute (47%) con una diminuzione effettiva della spesa pubblica sanitaria derivante dalla pratica del calcio e in termini di benefici sociali (27%) fra volontariato, riduzione dei crimini, formazione e occupazione. In sintesi, per ogni atleta tesserato, viene generato un impatto economico di 3.200 euro all’anno.

È questo lo scenario dentro cui è possibile ragionare di calcio e impatto. Ma cosa significa in concreto parlare di impatto sociale dei club calcistici? Una riflessione la fa Italiacamp, organizzazione attiva nel generare e misurare attività di impatto sociale, che in occasione del Social Football Summit ha curato l’Impact Room, uno spazio di approfondimento e dibattito dedicato a questi temi.

Molti gli esempi concreti che arrivano dalle squadre italiane. Dall’Atalanta, con il grande investimento in un settore giovanile conosciuto in tutta Europa, all’AS Roma che oltre alle azioni di responsabilità sociale realizzate durante la pandemia – come la consegna di pasti ai bisognosi o la distribuzione di mascherine – ha avviato proprio con Italiacamp specifiche attività di impatto sociale, come percorsi di formazione sia per i ragazzi, sia a livello di alta formazione in collaborazione con Luiss Business School. Attiva anche l’Udinese che con la società di energia green Bluenergy, ha azzerato gli impatti ambientali del suo stadio, attraverso azioni di compensazione economica delle emissioni. Cruciale, poi, il ruolo delle infrastrutture sportive nel generare impatto sociale. Secondo una stima Monitor Deloitte, infatti, nei prossimi 10 anni il potenziale di investimenti negli stadi in Italia è di circa 4.5 miliardi, con importanti ricadute economiche e sociali che valgono fino a 50.000 nuovi posti di lavoro, 3.1 miliardi di nuovo gettito fiscale per lo Stato, 25.5 miliardi di new business per settore calcio e altri indirettamente collegati oltre al rilancio delle città in termini di riqualificazione urbana.

“Best practice che non sono più attività isolate o solo attività di comunicazione – dice Elisabetta Scognamiglio, Head of Communities Domain di Italiacamp – i club sono da sempre delle piattaforme sociali che generano valore per il territorio, ora la sfida però è quella di inserire l’impatto sociale nella strategia aziendale progettando attività di questo tipo a monte e successivamente misurandone il valore”.“Questo cambiamento di paradigma non sarebbe fine a sé stesso – continua Scognamiglio – ma permetterebbe alla società di aumentare le possibilità di raccogliere capitali, ad esempio da quei fondi che ricercano quella specifica tipologia di investimenti ad impatto sociale”.

Come dice Mario Calderini, Full Professor al Politecnico di Milano, “si tratta di giocare il secondo tempo della partita” perché l’impatto sociale non può essere semplificato negli esiti positivi delle azioni messe in campo ma deve essere un progetto “ex-ante”, cioè generato intenzionalmente dalle imprese.Una volta compreso questo passaggio, serve però anche, come più volte è stato fatto notare durante il dibattito, un framework di riferimento per misurare l’impatto generato.Concludono da Italiacamp: “È necessario trovare metriche di impatto per chi, come gli attori del mondo dello sport in generale, e del calcio in particolare, è naturalmente propenso a generarlo. La sfida per il futuro del settore è costruire una metodologia condivisa che possa avere una proiezione di sistema”.

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, TIM, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore

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09 nov 2021

Impact investing, le startup italiane sono pronte: 1 su 2 ha l’impatto sociale nella propria mission

L’indagine Italiacamp su 302 startup italiane. Smart mobility, healthcare, education e fintech i settori più impact oriented

Roma, 9 novembre – Le startup italiane considerano l’impatto sociale come parte della propria mission. Questo è quanto emerge dall’indagine Italiacamp, impact organization italiana, su 302 startup italiane appartenenti a diversi settori, rispetto agli investimenti di impatto, cioè quegli investimenti che offrono l’opportunità di raggiungere contemporaneamente risultati sociali e ambientali, ottenendo anche ritorni dal punto di vista finanziario.

Lo studio su più di 300 startup

Lo studio, “Understanding the demand for impact investments: insights from the italian market”, è parte del prestigioso “Global Handbook of Impact Investing” e si basa sull’indagine svolta da Italiacamp e dall’Università Magna Graecia di Catanzaro su una platea di oltre 300 startup con un piccolo numero di dipendenti e un ricavo medio annuo, per la maggior parte di esse, inferiore a 500.000 euro. L’82% della totalità delle startup intervistate sono regolarmente iscritte alla speciale sezione del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative. Solo il 10% del totale sviluppa attività per definizione sociali mentre il 90% appartiene a settori eterogenei che vanno dall’intelligenza artificiale alla smart mobility. Su di esse si è focalizzata in maggior misura l’analisi per comprendere se, pur non sviluppando attività per definizione sociali, avessero una propensione a considerare sin dalla pianificazione sociale il valore generato per comunità e stakeholder quale driver d’azione. Tre le dimensioni chiave dello studio di Italiacamp: l’intenzionalità (se, cioè, l’impatto sociale e ambientale è intenzionalmente integrato nella missione imprenditoriale), la misurazione dell’impatto e la gestione e rendicontazione dell’impatto.

Impatto sociale: 1 startup su 2 è pronta

Secondo l’indagine, considerando il campione delle startup che non appartengono a settori sociali, quindi circa il 90% del totale intervistato, ne emerge che il 95% ha dichiarato di avere una buona consapevolezza delle questioni di impatto sociale, mentre il 40% ha considerato l’impatto intenzionalmente nelle loro mission e il 30% ha dichiarato di avere avuto a che fare con l’impatto indirettamente. Le aree di impatto in cui le startup hanno ritenuto di aver generato la maggior parte dei loro effetti sono: innovazione, salute e benessere, ambiente e sostenibilità.

Misurazione dell’impatto sociale: 7 startup su 10 hanno iniziato

Considerando anche le startup a impatto sociale, dall’indagine emerge che il 20% delle aziende non ha considerato alcuna misurazione dell’impatto nelle proprie attività, mentre il 30% sta iniziando a considerare la misurazione dell’impatto attraverso valutazioni qualitative e solo l’8% sta valutando in modo quantitativo; il 23% integra l’impatto nella pianificazione della strategia e il 20% monitora periodicamente l’obiettivo di impatto definito in precedenza nei piani strategici. Se analizziamo invece le sole startup che non riportano un orientamento all’impatto, i risultati ci indicano che solo il 22% degli intervistati non ha adottato alcuna forma di misurazione dell’impatto. Il restante 78% ha incluso una qualche forma di misurazione, seppur in maggior misura qualitativa, nei propri sistemi di rendicontazione. Per un quarto delle aziende (24%), inoltre, l’impatto è stato integrato direttamente nella strategia di pianificazione aziendale.

 Startup e impact investing: pronte al cambiamento

Il 15% degli intervistati aveva già ricevuto un investimento a impatto. Considerando solo gli intervistati che hanno risposto di non aver mai ricevuto un investimento d’impatto, l’82% ha affermato di essere pronto per questo. Il 90% di tutti gli intervistati ha risposto di essere disposto a introdurre pratiche di valutazione sull’impatto ottenuto dalla propria organizzazione se richiesto da un investitore, mentre l’88% ha dichiarato che sarebbe disposto a investire di più in risorse umane e finanziarie se richiesto da un investitore. Se si considerano solo le startup non orientate all’impatto, vediamo che il 15% ha già ricevuto un investimento a impatto. L’81%, invece, ha affermato di essere Impact Investment Ready, mentre solo il 4% si considera non Impact Ready. Non solo: il 27% delle startup con un business non orientato all’impatto conosce comunque i fondi di impatto, con tutti che indicano almeno un nome. Il 90% delle startup ha dichiarato la propria disponibilità a introdurre una qualche forma di misurazione dell’impatto nella gestione delle proprie organizzazioni se sorgesse l’opportunità di ricevere investimenti d’impatto. Per quanto riguarda la disponibilità a dedicare risorse finanziarie o umane a integrando la gestione dell’impatto, il 92% degli intervistati ha dichiarato di essere pronto, introducendo valutazioni dell’impatto raggiunte dall’organizzazione se richiesto da un investitore.

Intelligenza Artificiale, Smart Mobility, Healthcare e Agritech i settori più impact oriented

Intelligenza Artificiale, Smart Mobility, Healthcare e Agritech sono i settori in cui c’è più consapevolezza dell’impact investing tra le startup – dice Elisabetta Scognamiglio, head of communities domain di Italiacamp. “Un dato interessante – continua – considerando che questi non sono settori necessariamente orientati all’impatto”. Ma cosa manca per fare il grande salto? “In generale l’ecosistema italiano delle startup ha una diffusa conoscenza e propensione all’integrazione dell’impatto quando si tratta di considerazioni strategiche – continua Scognamiglio – ma ancora fa fatica a sviluppare quei processi di pianificazione e valutazione impact oriented capaci di attirare quegli investitori che oggi sono sempre più attenti agli aspetti di sostenibilità e impatto”

 

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, TIM, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore

25 giu 2021

Sport e innovazione. AS Roma e Italiacamp insieme per la formazione dei giovani

Arrivano gli Innovation Camp per coltivare le attitudini sportive e apprendere le discipline STEAM

Roma, 25 giugno – Italiacamp partner di AS Roma per la formazione dei giovani. Aprono oggi le iscrizioni per il primo Innovation Camp, la cinque giorni di sport e educazione alle competenze digitali, destinata a ragazze e ragazzi fra i 10 e i 13 anni. Guidati nello sport dai tecnici qualificati del club giallorosso e iniziati al mondo delle discipline STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) da professionisti del mondo dell’innovazioneselezionati da Italiacamp, i giovani vivranno un’esperienza di formazione avanzata, unica nel panorama italiano.

 

La collaborazione con AS Roma – dice Fabrizio Sammarco, Amministratore delegato di Italiacamp – nasce proprio dalla volontà di aggiungere alla dimensione valoriale del mondo dello sport la risposta a una domanda sempre crescente, quella di ampliare la formazione dei più giovani con competenze digitali”. Oggi solo il 65% dei giovani 16-24 in Italia ha competenze digitali di base o di poco superiori, posizionando il nostro Paese nella parte bassa della classifica degli stati europei. L’Innovation Camp nasce proprio con l’obiettivo di colmare quel gap usando la chiave universale del calcio come leva per diffondere conoscenze che avranno sempre più peso nella costruzione dei professionisti di domani.

I ragazzi che parteciperanno al percorso realizzato dall’AS Roma e da Italiacamp avranno la possibilità da un lato di sviluppare le proprie attitudini sportive e dall’altro di maturare know how su materie scientifiche e innovazione. La mattina grazie agli insegnamenti e alle metodologie di allenamento più avanzate trasmesse dai tecnici della società, i partecipanti potranno migliorare come calciatori sia fisicamente che tecnicamente. Il pomeriggio, utilizzando intelligenza artificiale, robot e stampanti 3D, i ragazzi affronteranno giochi e sfide di innovazione legate al calcio, attraverso le quali potranno accrescere le loro competenze sui mestieri del futuro.

Il percorso è una delle molteplici collaborazioni che vedono AS Roma e Italiacamp lavorare insieme sui temi dello sport e dell’impatto sociale. L’innovation Camp AS Roma powered da Italiacamp si terrà presso il centro CONI di Formia dal 18 al 24 luglio. Per i ragazzi e le ragazze è previsto il pernottamento. Il percorso ha un costo di 800 euro.

Tutte le info su https://camp.asroma.com

 

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che dal 2018 vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Nel 2020 si è unita alla compagine sociale anche TIM. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore.

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Elena Giacchino | Media Relations & Communications Senior Advisor

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10 giu 2021

L’impatto sociale protagonista al Social Football Summit

Italiacamp “Impact Partner” dell’evento internazionale dedicato alla Football Industry

Prosegue l’impegno nella valorizzazione dell’impatto sociale al Social Football Summit con l’ingresso di Italiacamp come  Impact partner dell’evento internazionale dedicato alla Football Industry organizzato da Social Media Soccer Srl. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, coinvolgerà a Roma nel mese di novembre alcuni tra i più importanti stakeholders dell’ecosistema calcio: istituzioni, federazioni, leghe, club, top brand internazionali, media e broadcast, startup e talents.

La partnership, pensata per approfondire i temi connessi alla valutazione dell’impatto sociale generato dallo sport, e del gioco calcio in  particolare, vedrà crescere la sinergia fra Italiacamp e il Social Football Summit. L’organizzazione, già presente durante la scorsa edizione in veste di Top speaker, avrà in questa edizione un ruolo attivo nella selezione di contenuti e ospiti per le sezioni dedicate al social impact, in particolare durante alcuni degli appuntamenti del “Road To SFS21”, il percorso di avvicinamento al Social Football Summit.  Ma non solo: Italiacamp, infatti, coordinerà l’Impact Room, uno spazio nel quale metterà disposizione il proprio know how con delle sessioni di formazione sulle politiche attive finalizzate a realizzare impatto positivo nel mondo del calcio.

Social Football Summit quest’anno sarà in forma hybrid edition (evento in presenza e in live streaming su piattaforma digitale) per garantire a tutti di poter partecipare e interagire nella modalità preferita. Il “Road To SFS21”, una delle principali novità di questa edizione, si comporrà di 3 format (Social Football Café, Football Summit Awards, Innovation Football Challenge) che, con modalità e stili diversi, abbracceranno le tematiche individuate per la quarta edizione di SFS21:

  • Innovation & Technology
  • Formazione
  • OTT & Broadcast
  • Impact, Responsibility and Sustainability

La collaborazione fra la manifestazione internazionale e Italiacamp vedrà il suo debutto mercoledì 16 giugno alle 14.30 in diretta streaming sul sito ufficiale dell’evento con il primo Social Football Café “Impatto, inclusione e responsabilità: il volto autentico del calcio” al quale interverranno Elisabetta Scorcu, Responsabile Csr, Eventi e iniziative tifosi Supporter Liaison Officer del Cagliari Calcio, Elisabetta Scognamiglio, Head of Communities Domain di Italiacamp, e Massimo Tucci, Project & Programme Director di Social Football Summit.

Il Social Football Summit ha nella sua vision essere un punto di riferimento per lo sviluppo della football industry. Se un’impresa genera impatto sociale positivo sulla propria comunità sarà anche più forte e competitiva. – dichiara Gianfilippo Valentini, founder di Social Media Soccer – e in questa quarta edizione con la partnership con Italiacamp che ringrazio molto per la volontà di essere presenti al nostro evento, vogliamo dare un forte e autorevole impulso alla riflessione e alla crescita di competenze su questi temi fondamentali e strategici”.

Questa partnership è un nuovo e importante tassello nel nostro percorso dedicato a sport e impatto sociale – ha detto Fabrizio Sammarco Amministratore delegato di Italiacamp – al centro del nostro lavoro la necessità di diffondere non solo una nuova narrazione, ma soprattutto un nuovo approccio ai temi sociali nel calcio: il social impact non unicamente come attività filantropica, ma come vettore strategico, una nuova leva di mercato e di business per tutte le società”.

Tutte le novità, l’elenco degli speaker, le informazioni sulle modalità di collaborazione e iscrizione e l’intero programma, saranno disponibili sul sito ufficiale www.socialfootballsummit.com

 

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che dal 2018 vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Nel 2020 si è unita alla compagine sociale anche TIM. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore.

Social Football Summit è l’evento internazionale dedicato all’Innovazione ed alla digital transformation nella Football Industry. Nato nel 2018, in pochi anni è diventato un punto di riferimento professionale del settore calcio e sport in generale. Attraverso i contributi e le anticipazioni di Club, Federazioni, media e aziende presentiamo le tendenze e le innovazioni del mercato. Organizzato da Social Media Soccer, SFS è un appuntamento per creare network e connettersi con tutti gli stakeholders della Football Industry.

05 mag 2021

“La manutenzione dei ricordi”. Dal libro di Pier Luigi Celli un confronto tra generazioni su Clubhouse

Appuntamento il 12 maggio alle 18.30 su Clubhouse per l’evento promosso da Italiacamp

Roma, 5 maggio – Generazioni a confronto su Clubhouse. I 20enni di ieri insieme ai giovani di oggi per parlare e riflettere sui cambiamenti sociali degli ultimi 50 anni, la storia naturale e complessa di un passaggio di testimone non sempre riuscito. L’occasione è la presentazione promossa da Italiacamp il prossimo 12 maggio alle 18.30 su Clubhouse del libro “La manutenzione dei ricordi” di Pier Luigi Celli. Un romanzo edito da Chiarelettere che racconta la storia di 6 amici che, dopo 50 anni, si rincontrano e riavvolgono il nastro della memoria per ripensare insieme alla loro gioventù. “Gli anni Settanta, le lotte in strada, lo scontro generazionale, la violenza insieme alla forte tensione ideale. Dal vivo dei ricordi emergono rapporti sbagliati, sgarbi velenosi, amare compromissioni, in cui la miseria del presente si mescola al recupero di eventi e di incontri drammatici insieme con altri ridicoli o goliardici: come quando Angelo e Lollo colorarono di rosso la grande fontana dell’università o quando Lollo scalò la facciata del rettorato inseguito dal commissario Mazzatosta”. Cosa resta di quell’Italia, di quei tempi e di quello che hanno significato nelle vite di ciascuno dei protagonisti è il tema principale del libro, una vera e propria manutenzione del tempo passato guardato dalla giusta distanza.

Su un altro confronto, quello tra il tempo passato e il tempo che sarà, si incentra invece il dibattito sul romanzo promosso da Italiacamp: uomini e donne, manager e giornaliste, appartenenti a generazioni diverse, interverranno con le loro riflessioni sul tema a partire dal libro di Pier Luigi Celli. Insieme all’autore e all’Amministratore Delegato di Italiacamp Fabrizio Sammarco, parteciperà la giornalista Rai Lucia Annunziata, l’Executive Vice President di TIM Alessandro Picardi, la giornalista de Le Iene e scrittrice Giulia Innocenzi, la corrispondente economica dall’Italia per il Financial Times Silvia Sciorilli Borrelli e la giornalista e conduttrice Diletta Parlangeli. Moderazione della Presidente Associazione Italiacamp, Serena Scarpello.

Clubhouse è un innovativo social network basato esclusivamente sull’uso della voce, senza video, senza immagini e senza filtri. L’app di Clubhouse è scaricabile da App Store (solo per iOS).

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che dal 2018 vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Nel 2020 si è unita alla compagine sociale anche TIM. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore.

 

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Elena Giacchino | Media Relations & Communications Senior Advisor

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04 mag 2021

Welfare aziendale. Italiacamp e Jointly: al via partnership per educare i giovani ai mestieri del futuro

Fabrizio Sammarco: “Il mondo del lavoro richiede nuove competenze specialistiche e trasversali e i percorsi di educazione che promuoviamo vogliono anticipare i trend del futuro”

Roma, 04 maggio – Il welfare aziendale punta sulle discipline per il futuro. Al via la partnership tra Italiacamp, organizzazione che promuove progetti per l’innovazione e l’impatto sociale che si è fatta promotrice di percorsi di education in ambito STEAM, e Jointly, azienda con oltre 8 anni di esperienza nelle risorse umane e nel welfare aziendale integrato.

La collaborazione. La collaborazione tra Italiacamp e Jointly si svilupperà su due filoni separati: il primo – B2C – prevede la realizzazione di un percorso education dedicato direttamente al dipendente dell’azienda aderente alla rete Jointly; il secondo – B2B – prevede invece la messa a disposizione da parte di Italiacamp dell’intero corso alle aziende appartenenti alla rete Jointly.

I corsi. Per quanto riguarda i corsi dedicati al B2C, Italiacamp offre due tipologie di percorsi: lo STEAMCamp, che dà ai ragazzi la possibilità di formarsi su concetti e linguaggi su cui si basano i mestieri del futuro (coding, IoT, realtà virtuale ecc.), e gli AI Lab, percorsi formativi esperienziali per conoscere sul campo le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Ancora più ampia l’offerta per il B2B che comprenderà, oltre agli STEAMCamp e agli AI Lab, anche i Game Lab, per introdurre ai principi di base del settore della progettazione e della creazione dei videogame, i Future Lab, percorsi funzionali a stimolare la riflessione sul proprio piano di sviluppo personale e a sviluppare la capacità di progettare il proprio percorso di studio e professionale, e gli Space Camp, il percorso formativo esperienziale che declina l’approccio STEAM nel mondo della “Space Economy”.

“Il mondo del lavoro richiede nuove competenze specialistiche e trasversali e i percorsi di educazione che promuoviamo vogliono anticipare i trend del futuro. Lo sviluppo di modelli incentrati su discipline STEAM, Intelligenza Artificiale e tutto ciò che riguarda i mestieri del futuro sono fondamentali, così come la loro distribuzione nell’ambito welfare, per consentire alle famiglie di comprendere e quindi ridurre il prima possibile la distanza tra la formazione attuale e la professione futura dei propri figli” commenta Fabrizio Sammarco, fondatore e AD di Italiacamp.

“Con questa partnership il welfare aziendale punta sul futuro dei giovani e si arricchisce di un’offerta di qualità per i genitori. Quasi un collaboratore su due (47%) ha almeno un figlio in età scolare e la grande maggioranza di loro (87%) chiede al proprio datore di lavoro un supporto differenziato in base all’età dei figli, con una particolare attenzione ai ragazzi delle medie e del liceo. I genitori infatti hanno bisogno di strumenti per supportarli nelle loro scelte di studio e apprezzano particolarmente i percorsi – come questo – che avvicinano i ragazzi al lavoro del futuro e li aiutano ad acquisire in maniera interattiva nuove competenze. Offrire ai propri collaboratori la possibilità di intrattenere con tempo di qualità i figli, ancora di più in un periodo come questo, è un segno d’attenzione verso le persone del quale beneficia l’azienda stessa, in termini di engagement e produttività” ha commentato Anna Zattoni presidente di Jointly.

I corsi sono dedicati ai ragazzi e alle ragazze dagli 11 ai 23 anni (a seconda del percorso education individuato) e si svolgeranno online o in presenza. Per tutte le info: education@italiacamp.it.

Italiacamp è una impact organization che coniuga profit e no profit per promuovere progetti a impatto sociale e sviluppare valutazioni d’impatto con numerosi partner, privati e pubblici. L’organizzazione nasce nel 2010 come associazione di giovani universitari, a cui nel 2012 si affianca Italiacamp srl, società che dal 2018 vede nel proprio capitale sociale Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, Rcs Mediagroup, Unipol Gruppo e, come socio maggioritario, l’Associazione Italiacamp. Nel 2020 si è unita alla compagine sociale anche TIM. Sin dalle origini, Italiacamp ha come obiettivo la generazione di nuovo valore sociale e lo scouting di innovazione per cittadini, territori e comunità, lavorando in partnership con aziende, istituzioni, università e terzo settore.

 

Jointly è un’azienda innovativa che sviluppa servizi e soluzioni di welfare aziendale su misura, al di là dell’efficienza fiscale. Dal 2014 Jointly progetta insieme alle aziende, che oggi sono più di 900, soluzioni di people caring a partire dai bisogni specifici dei propri collaboratori, per migliorare benessere, coinvolgimento e produttività delle persone e dell’organizzazione.  Attualmente gli utenti attivi sulla nostra piattaforma sono più di 350mila.

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