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Artigiani di futuro: l’evento di presentazione del progetto Base Comune

Base Comune, il progetto nato su iniziativa di Proodos, Italiacamp e l’Associazione Street is Culture con il finanziamento della Fondazione San Zeno, è stato presentato ufficialmente alla comunità giovedì 26 gennaio.

Artigiani di futuro, un momento di confronto con studenti, insegnanti e genitori a cui hanno preso parte il Presidente di Associazione Italiacamp Cristiano Panfili al fianco del partner capofila Proodos e Associazione Street is Culture, insieme a Fondazione San Zeno, che finanzia il progetto. Sono intervenuti la Presidente della IV municipalità di Napoli Maria Canaglia, l’arcivescovo Metropolita di Napoli Monsignor Domenico Battaglia e i rappresentanti delle scuole coinvolte nel progetto.

Base Comune si propone infatti di contrastare le condizioni di povertà educativa, dispersione scolastica e marginalità puntando sul valore della rete di supporto che vede lavorare in sinergia scuola, famiglie, associazioni e istituzioni. Giovani e giovanissimi che abitano la IV municipalità di Napoli sono i protagonisti del progetto che, attraverso laboratori basati su un approccio formativo che integra linguaggi diversi come la street culture e le materie STEAM, possono sperimentare creatività e partecipazione scoprendo potenzialità e capacità per progettare il proprio futuro, acquisendo consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.

Con la partecipazione degli studenti degli istituti Caruso, Bonghi e Imbriani e dei giovani e delle famiglie delle Parrocchie Sacra Famiglia, Sant’Anna alle Paludi, SS Trinità al Corso Malta,  è stato presentato durante l’evento il Manifesto della comunità educante che raccoglie storie, sogni e bisogni e individua i temi di confronto e campi di intervento per condividere idee e spunti di innovazione che orienteranno i laboratori progettuali e i percorsi di cambiamento che saranno realizzati.

La costruzione di una comunità educante nella IV municipalità di Napoli vuole provare a dare risposta al fenomeno della marginalità educativa e sociale, mettendo insieme i soggetti coinvolti nella crescita e nell’educazione dei minori. Non basta, infatti, limitarsi a scuola e famiglia, ma è necessario coinvolgere anche organizzazioni del Terzo settore, privato sociale, istituzioni, società civile e gli stessi ragazzi. L’intera collettività punta a diventare così una comunità che ruota intorno ai più giovani, educandoli e accompagnandoli verso il futuro. Una dinamica di scambio, confronto e ascolto che non giova solo ai giovanissimi ma anche agli adulti che imparano il modo migliore per parlare alle nuove generazioni, una comunità che educa, cresce ed evolve insieme.

L’obiettivo è di rendere i ragazzi consapevoli delle proprie potenzialità e capacità di progettare e realizzare il proprio futuro e i genitori consapevoli del loro ruolo di accompagnamento e stimolo nel percorso di crescita e riscatto dei propri figli.