25 mar 2019

Davide D’Atri: senza regole certe chi ha la possibilità di investire si tira indietro

Martedì 19 marzo abbiamo ospitato Davide D’Atri, CEO di Soundreef, per uno degli appuntamenti di #InnovareCon, il ciclo di incontri con cui abbiamo deciso di segnare le tappe di avvicinamento al nostro decennale di vita. 

L’incontro è stato l’occasione per approfondire le trasformazioni che negli ultimi anni hanno coinvolto il diritto d’autore e il monopolio SIAE, ma anche per conoscere da vicino l’ecosistema dell’innovazione in Italia grazie all’emblematica storia di Soundreef: un Ente di Gestione Indipendente dei diritti d’autore fondato in Inghilterra che in Italia è riuscito a porsi come competitor nei confronti del monopolio della SIAE, superando la fase di start-up e decidendo di tornare in Italia per diventare una delle più interessanti società del Paese. 

Toni concilianti ma decisi, quelli adottati da Davide D’Atri: 

Se qualcuno dice che la SIAE deve sparire non ha capito nulla del mercato musicale; altra cosa è chiedere di aprire un mercato perché si è convinti che tutti, compresa la SIAE stessa, ne possano giovare. Ad ora sembra che si sia avviato un percorso di dialogo che vedremo dove ci porterà. 
Soundreef oggi è una delle poche società che in Italia ha superato anche la fase di scale-up e continua a guardare alle trasformazioni del suo mercato di riferimento e dell’innovazione nel Paese: 

Ho in mente la trasformazione di questo mercato: deve essere solido e con regole certe, perché senza regole certe chi ha la possibilità di investire si tira indietro 
Leo Cisotta ha invece posto l’accento sul ruolo sociale del mutamento tecnologico, un tema molto vicino alle nostre attività: 

Spesso bisogna andare oltre i dati e i numeri per raccontare l’impatto sociale portato da un’innovazione tecnologica. A un giovane artista Soundreef permette un riparto economico senza il quale non potrebbe continuare a fare ciò per cui si impegna e si sacrifica. Così Noi di ItaliaCamp preferiamo raccontare la capacità di un’innovazione di modificare la vita delle persone che ne intercettano o incrociano nel loro percorso. 
Davide D’Atri ha raccontato di come è nata l’idea di creare Soundreef: 

Lavoro nella musica da quando ho 15 anni e ho fatto di tutto, ma mi ha sempre affascinato una distorsione di questo mercato: il fatto che fosse organizzato con 28 gestori di diritti d’autore per 28 Paesi. Da studente di economia non riuscivo a capire come in così pochi fossero riusciti a dividersi un mercato così grande. Per dieci anni ho continuato a documentarmi e a studiare, finché non mi sono reso conto che avevo le conoscenze giuste per iniziare questa avventura: insieme al mio socio Francesco Danieli abbiamo cercato il mutamento da un’analisi molto precisa di come il mercato funzionasse con la volontà di rinnovarlo dall’interno nel modo più efficiente e trasparente possibile. 
Ci si è anche soffermati sulla scelta, in controtendenza nel campo dell’innovazione, di tornare nel proprio Paese d’origine: 

Non è stato semplice convincere i fondi di investimento della volontà di tornare in Italia, ma all’estero non avremmo avuto l’eco mediatica e il sostegno di società civile e professionisti che c’è stato in Italia. Inoltre qui c’è un humus creativo che se ben sfruttato può fare la differenza a livello internazionale, anche se un investitore non finanzia un progetto che non fattura nel minor tempo possibile.

Continuate a seguire i nostri appuntamenti con l'Innovazione, vi aspettiamo al prossimo #InnovareCon.