06 ott 2017

Le strade delle auto a guida autonoma sono sempre più affollate

Non è un mistero che le grandi compagnie hi-tech provenienti dal mondo “immateriale” del web stiano entrando in mercati più tangibili, in particolare legati ai trasporti. Non solo infatti Samsung, dopo la Corea, inizierà a sperimentare tecnologie di guida autonoma sulle strade della California, ma anche Waymo, uno dei prodotti di punta di Alphabet (la holding che controlla Google) guidato dal co-fondadore di Google Street View Sebastian Thurn, sta entrando prepotentemente nel mercato dei trasporti e delle autonomous car

Se la compagnia coreana (che aveva già ottenuto un permesso simile nel suo paese) non si occuperà della realizzazione diretta delle vetture, ma – da proprietaria del 20% di Renault Samsung Motors – dello sviluppo dei sistemi di controllo per le automobili self-driving, il discorso è diverso per Waymo. Sembra infatti che Alphabet sia pronta ad assorbire, con 1 miliardo di dollari, Lyft, l’applicazione per gli spostamenti urbani rivale di Uber. Un secondo passaggio molto importante dopo quello avvenuto nel maggio 2016, quando Google aveva siglato un accordo con FCA per realizzare Pacifica, il van di casa Chrysler che sarà il primo modello commerciale di autonomous car brandizzato Google acquistabile negli USA. Se Google quindi (o Alphabet, o ancora la divisione investimenti del gruppo, CapitalG) dovesse investire in modo così significativo su Lyft vedremmo integrati servizi di sharing e auto a guida autonoma. 

Nel nostro Paese invece, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già da tempo dimostrato un forte interesse sulla materia. Ne è un chiaro esempio l’aver avviato una riflessione - iniziata meno di un anno fa durante l’Open Day che ha concluso la prima edizione di Nice to meet you - sulle modalità di test su strada che dovrebbero garantire l’implementazione di queste tecnologie. Ad oggi sono stati individuati un set di funzionalità minime e una serie di indici di performance in grado di caratterizzare una smart road che possa essere applicato tanto alle nuove infrastrutture quanto quelle esistenti: il primo esempio concreto di questo processo è la gara bandita da Anas per trasformare la Salerno-Reggio Calabria nella prima smart road italiana

Una cosa è certa: i grandi colossi dell’hi-tech, dopo aver radicalmente trasformato il nostro modo di navigare in internet – e quindi di lavorare, acquistare prodotti, ascoltare musica etc – puntano a cambiare anche le modalità di spostamento a cui siamo abituati da decenni.