19 set 2017

La normalizzazione del Terzo Settore: un passo in avanti per il Paese

Durante una delle estati più calde della storia è avvenuta, decisamente in sordina, un’importante rivoluzione riguardante il Terzo Settore. Sono stati infatti approvati i tre decreti attuativi della legge 106/16 che promettono di organizzare e normalizzare la materia relativa alle realtà sociali, economiche e culturali che non sono direttamente riconducibili al Mercato o allo Stato. 

Si tratta di tutte le attività che nascono dal volontariato civico e solidaristico, con numeri da capogiro: 6 milioni di persone e 300 mila organizzazioni per circa 70 milioni di euro di fatturato. Una realtà enorme, fluida e multiforme che nei prossimi mesi – dopo una fase definita dagli addetti ai lavori un “cantiere aperto” – verrà finalmente regolamentata. Dopo anni in cui il Terzo Settore ha anticipato importanti trend economici e sociali, è arrivato il momento di tirare le somme per valorizzare quelle iniziative che possono contribuire alla creazione di un nuovo modello di crescita. 

Si apre così una nuova epoca per il Terzo Settore, che finalmente viene dotato di dignità legislativa; ma capiamo nel concreto come si realizzeranno i tre decreti

Si inizierà con la definizione di “Terzo Settore” e la creazione (entro il 2019) di un Registro Unico in cui potranno iscriversi le realtà che soddisferanno determinati requisiti andando a riunire e razionalizzare gli oltre 300 registri, albi e anagrafici degli enti no profit attualmente esistenti. Si delineerà così un perimetro con dei confini determinati, limitando la fluidità del settore e creando la personalità giuridica degli ETS (Enti del Terzo Settore). Faranno quindi parte del Registro Unico gli enti iscritti a un registro nazionale, regionale o provinciale già esistente, mentre le altre organizzazioni avranno altri 18 mesi per mettersi in regola. Scompariranno in questo modo le Onlus, venendo assorbite dal Registro stesso con l’“etichetta” ETS. Altri importanti campi riguardano la definizione e la regolamentazione dell’Impresa Sociale e del Servizio Civile Universale, quest ultimo sarà delineato e sostenuto grazie alla creazione di un Fondo Nazionale. Anche il 5x1000 sarà adeguato alle nuove norme al fine di sostenere la ricerca, le attività sociali e sportive e il patrimonio artistico. Aumenteranno, ad esempio, dal 26% al 30% le detrazioni fiscali per le donazioni agli enti del Terzo Settore.

Ancora è presto per capire gli output concreti dei decreti in quanto la gran parte delle norme necessiteranno di ulteriori provvedimenti regolamentari prima di diventare applicabili: serviranno 42 atti tra provvedimenti dei ministeri e autorizzazioni dell’Unione Europea per attuare le nuove riforme. Tuttavia Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro e alla politiche sociali, ha già specificato come dal 2018 entrerà a regime l’impianto delle nuove agevolazioni fiscali e già dal novembre di quest anno si potranno presentare le domande per accedere ai 200 milioni stanziati dal Ministero dello Sviluppo economico per le imprese sociali (a cui si aggiungono ulteriori 23 milioni per finanziamenti a fondo perduto).  

Tuttavia, anche se i tempi di attuazione non sono immediati, è certo che dotare un settore dinamico e produttivo come il Terzo Settore degli adeguati strumenti legislativi è un importante passo in avanti per lo sviluppo del Paese.