08 ago 2017

Le macchine non possono avere un cuore

Alibaba è una famiglia di compagnie cinesi attive nel commercio elettronico nata nel 1988 con lo scopo di connettere i produttori del Paese con acquirenti e distributori stranieri. Nel 2011 viene inserita da Forbes nelle 2.000 compagnie più importanti del mondo, mentre due anni dopo l’Economist la “premia” con una prima pagina e un titolo a caratteri cubitali: “The Alibaba Phenomenon”. 

Qualche giorno fa, il suo fondatore Jack Ma è stato intervistato da David Faber della Cnbc durante il Gatway ’17 di Detroit (intervista tradotta da Giorgia Crespi per Milano Finanza), parlando della sua visione della globalizzazione e del futuro delle macchine

Secondo l’imprenditore cinese la globalizzazione è un fenomeno a due facce, che ha in sé una serie di problemi e al tempo stesso le loro soluzioni: il mercato globale, ad esempio, se da un lato offre nuovi posti di lavoro, dall’altro rischia di penalizzare tutte le piccole e medie attività che vivono in ottica locale. La globalizzazione è nata da appena trent’anni e dobbiamo pensare a cosa migliorare nei prossimi. È un fenomeno che non si può interrompere, ma è necessario l’impegno di tutti per renderlo più inclusivo, in modo da limitarne le negatività. 

In questo scenario acquistano un peso sempre più determinante le macchine. Senza prefigurare sviluppi dell’umanità in senso “asimoviano”, è necessario interrogarsi su quale futuro ci attende. Per Jack Ma le macchine sono sicuramente un bene per la conoscenza, ma a differenza dei computer, l’uomo è dotato di saggezza: non è solo intelligente, ha anche capacità di giudizio e una persona intelligente sa cosa vuole, quella saggia sa cosa non vuole. Quando l’uomo ha progettato treni e aerei sapeva che sarebbero andati più veloci di lui e lo stesso sta accadendo con i computer: non è un problema della tecnologia, ma della comprensione e dell’utilizzo che se ne fa. Per questo lo stesso Jack Ma sta incoraggiando molti governi a prestare particolare attenzione al sistema scolastico in modo da formare le nuove generazioni a un uso saggio delle tecnologie. 

E allora quale futuro ci attende? Cent’anni fa “elettricità” era sinonimo di luce, mentre “frigorifero” e “lavatrice” erano fuori dall’immaginario. Così sarà, ad esempio, per i dati. I nostri figli saranno molto più in gamba di noi grazie ai dati. Le sfide che ci attendono sono dunque tanto affascinanti quanto difficili, ma dobbiamo tenere bene a mente una cosa: la saggezza viene dal cuore, l’intelligenza della macchina è comparabile a quella del cervello che ha a che fare con la conoscenza e può essere trasmessa a una macchina. Ma le macchine non possono avere un cuore.