08 ago 2017

La strada delle auto del futuro va percorsa assieme

La storia dell’automobile non è un rettilineo, anzi: è un percorso tortuoso in cui in oltre un secolo di vita si sono avvicendate e influenzate (ma ancor più spesso contrapposte) tecnologie e leggi. Da un lato infatti le case automobilistiche spendono intorno al 4-5% del loro fatturato in ricerca e sviluppo, dall’altro i legislatori nazionali e internazionali hanno spesso stabilito il successo o meno di una tecnologia in favore di “valori” più alti, primo tra tutti il rispetto dell’ambiente. 

Ora siamo a un bivio cruciale in questa storia: i motori a scoppio infatti non godono esattamente di una grandissima fama e anche le modalità di utilizzo degli utenti stanno radicalmente cambiando. Come ha ricordato il Sindaco di Cagliari Massimo Zadda durante l’inaugurazione della nostra G7allery (lo spazio espositivo dedicato all’innovazione sul tema della sostenibilità di trasporti e infrastrutture): anni fa i giovani chiedevano auto di proprietà e parcheggi, quelli di oggi vogliono sistemi integrati e a emissioni zero di sharing, car pooling e mezzi pubblici. Se a questi fattori aggiungiamo che i governi stanno sempre più incentivando la sperimentazioni delle auto a guida autonoma (e anche in questo caso il nostro progetto Nice to meet you con il tavolo di advocacy Hack your idea è stata la dimostrazione tangibile di queste prospettive), ci rendiamo conto di come le case automobilistiche stiano vivendo un importante momento di svolta. 

La ricerca e sviluppo dei colossi del settore sta infatti cogliendo in pieno la sfida lanciata della mobilità elettrica e dello sviluppo della guida automatizzata: come i maxi investimenti da 5 miliardi di Nissan o da 10 del Gruppo Hyundai; o la realizzazione di marchi dedicati ai veicoli green di Mercedes e BMW, senza dimenticare quelli che già oggi propongono intere gamme a zero emissioni come Tesla. Sul versante italiano FCA, ad esempio, ha esposto nella G7allery la FIAT Panda Natural Power, un nuovo modello ecosostenibile alimentato a biometano prodotto dal Gruppo CAP derivante da fanghi di depurazione e acque reflue; o Iveco, anche lui nostro “ospite” a Cagliari, che è l’unico costruttore in grado di offrire un’intera gamma di veicoli industriali alimentati a gas naturali. 

La strada non è semplice e presenta dei risvolti complessi – basta pensare alla disoccupazione che una rivoluzione del genere comporterebbe in tutti quei settori destinati alla creazione di elementi che non sono presenti nelle auto elettriche come i radiatori o i pistoni – ma proprio per questo va percorsa insieme: aziende, governi, cittadini e imprese uniti in questa sfida per il futuro.