23 ago 2016

L’Italia, un Paese di allenatori e startup

Spesso si dice che in Italia siano tutti allenatori, una metafora calcistica che applicata alla politica o all’economia suona come l’avere la propria idea e la propria soluzione su ogni questione. Ancora di più, questo approccio si manifesta in una critica, spesso costante, al Sistema Paese: un’Italia in cui non si investe sul talento, sui giovani o sulla meritocrazia, un’Italia in cui più le cose cambiano più restano le stesse. 

Scendendo nel particolare, e nelle tematiche che più ci riguardano, sembra ormai essere passato il paradigma secondo il quale fare impresa (e startup) in Italia sia difficilissimo, se non impossibile, e così, ignorando le realtà di casa nostra, si fantastica sulla Silicon Valley e sui Paradisi Startuppari del resto del mondo. 

Tuttavia, dati alla mano, ci rendiamo conto che la situazione reale è ben diversa: ebbene sì, forse in Italia si è creato un ecosistema florido per l’innovazione sociale. Il nostro Paese infatti, è quello che in Europa nel 2014 è cresciuto maggiormente per quanto riguarda i capitali investiti in startup: un 11% rispetto al 2013 e un più 208% di accordi chiusi. Un trend estremamente positivo che non sembra scemare. 
 
L’Italia reginetta d’Europa? Quasi: secondo il rapporto 2016 dell’European Digital Forum, il nostro Paese è secondo solo all’Olanda nel rispetto dello Startup Manifesto, un documento realizzato nel 2013 da un gruppo di leader nell’ambito dell’imprenditoria tecnologica (The Startup Europe Leadres Club) che propone una serie di buone pratiche e raccomandazioni per sostenere la crescita dell’economia digitale in Europa. L’Italia ha infatti realizzato l’82% degli obiettivi prefissati dal documento, grazie a finanziamenti, eliminazioni di imposte e politiche volte a favorire la nascita e lo sviluppo di startup. 
 
Certo è che tra i numeri di questi report e la realtà quotidiana di tanti ragazzi (e non) che provano a mettere in piedi il loro progetto di impresa, spesso può esserci un abisso, ma almeno abbiamo una certezza: siamo un Paese di allenatori che possono trasformarsi in startuppari con meno difficoltà di quanto credevamo.