14 lug 2016

CROWDFUNDING: DALLA STATUA DELLA LIBERTÀ ALL’AUDIENCE DESIGN

Da quando, alla fine dell’Ottocento, la rivista The World lanciò una raccolta fondi per finanziare la realizzazione del piedistallo della Statua della Libertà, il sistema di finanziamento di progetti è decisamente cambiato. Tuttavia, un assunto di base è rimasto lo stesso: ci sarà sempre un certo numero di persone interessato alla realizzazione di un prodotto e probabilmente, se questo non è ancora in commercio, sarà disposto a investire per poterlo avere

Nel mondo del web che si evolve sempre più velocemente dunque, questo approccio al finanziamento non poteva non svilupparsi in modo esponenziale ed è così che ormai da una decina d’anni abbiamo preso confidenza con la parola crowdfunding. Per crowdfunding s’intende infatti, un processo di finanziamento collettivo, una forma di microfinanziamento dal basso che mobilita risorse economiche per sostenere gli sforzi di singoli, startup, organizzazioni. 

Il successo di questo modello di sostegno economico è testimoniato dal fatto che nel corso degli anni le piattaforme di crowdfunding si sono moltiplicate ed è sempre più facile poter finanziare la realizzazione di un disco, la produzione di un film o la fase di sviluppo di una startup. Il trend di crescita, inoltre, non sembra rallentare: nel 2015 infatti, le piattaforme attive in Italia sono state 69 (con 13 in fase di lancio) con un aumento del 68% rispetto all’anno precedente. Anche le proposte ricevute dalle piattaforme stesse hanno visto un notevolissimo incremento rispetto all’anno precedente: sono stati caricati 100.924 progetti, il 108% in più rispetto al 2014. 

Questi numeri sono sicuramente incoraggianti, tuttavia nascondono un difetto abbastanza tipico delle startup italiane: la difficoltà di passare da una fase di start a una di up, quella fase cioè in cui è necessario un salto di qualità per potersi davvero porre all’interno di un mercato competitivo. Di tutti i progetti caricati, infatti, soltanto un quinto riesce ad andare online e, di questi, non tutti vengono realizzati. La lezione da imparare è che non sempre un progetto valido ottiene il successo che ci si aspetta solo per essere caricato su una piattaforma di crowdfunding; nella maggior parte dei casi sono infatti necessarie delle strategie di comunicazione a 360 gradi, che riescano a creare un hype e una community intorno al progetto stesso. 

Proprio per questa ragione si stanno sviluppando figure professionali e aziende dedicate alla creazione di campagne di crowdfunding che si occupano di tutte le fasi necessarie alla promozione di un progetto: dalla realizzazione dei contenuti pubblicitari all’audience design, una nuova branca del marketing mirata alla segmentazione di pubblici estremamente specifici e potenzialmente aggregabili intorno a un progetto comune. 

La chiave di volta del crowdfunding infatti, sembra essere proprio questa: la realizzazione di nicchie di fan specifici disposti a finanziare progetti in cambio di ricompense che vanno da una sorta di premi fedeltà alla possibilità di fruire in esclusiva del prodotto in questione. Non è un caso che le piattaforme di crowdfunding di maggior successo siano quelle specifiche, dedicate, ad esempio, alla musica come Musicraiser

Da quando Joseph Pulitzer, proprietario di The World, raccolse attraverso una raccolta fondi dal basso, il 50% del budget necessario alla creazione del piedistallo e all’istallazione della Statua della Libertà, sono passati più di cento anni, ma una cosa sicuramente non è cambiata: la voglia della gente di partecipare alla realizzazione di un progetto, di sentirsi parte di qualcosa di più grande (e di grande). La sfida da raccogliere allora è quella di aggregare singoli sparsi per contare su una folla fidelizzata e interessata a un’idea; senza illudersi che soltanto caricando un progetto on line questo possa realizzarsi concretamente.