10 feb 2016

Il ruolo della fiducia nell’innovazione sociale

Tra le tante condizioni che determinano il successo dei processi di innovazione sociale, c'è sicuramente il ruolo giocato dalla fiducia. È questo uno dei temi trattati all'interno del Secondo Rapporto sull'Innovazione Sociale realizzato dal Ceriis con la nostra partenership e la collaborazione dell'Università LUISS. Come abbiamo già fatto negli scorsi giorni, pubblichiamo alcune considerazioni emerse dalla lettura del Rapporto, che trovate, in versione integrale e scaricabile, a questo link.

Innanzi tutto dobbiamo evidenziare che l'innovazione dipende dalla capacità dei soggetti coinvolti di cambiare non solo i processi operativi attuati in precedenza, ma anche i propri comportamenti, in relazione all'obiettivo sociale che si sono posti. Questo cambio di direzione implica un cambiamento culturale che comporta nuove visioni sistemiche del futuro.

Ovviamente, un sostanziale e concreto cambiamento culturale da parte di determinati soggetti, è essenziale per l'emergere di una nuova fiducia condivisa, che in quest'ottica diventa la pietra angolare dell'innovazione sociale, soprattutto in quelle manifestazioni di innovazione che si basano sul coinvolgimento di soggetti appartenenti a realtà distanti, se non addirittura contrapposte culturalmente o ideologicamente. Il ruolo che gioca la fiducia è infatti cruciale nelle esperienze che si basano sullo sharing o sul pooling: si tratta di pratiche di condivisione e aggregazione di beni, servizi o attività tra soggetti diversi e distanti fisicamente che decidono di mettere in comune luoghi di lavoro, mezzi di trasporto, informazioni, abitazioni, basandosi esclusivamente sulla fiducia reciproca (a volte evidenziata da feedback qualitativi) e spesso senza alcuna intermediazione o controllo. 

L'emergere di questa fiducia reciproca permette di maturare una visione comune su determinate problematiche di interesse generale, permettendo ai soggetti interessati di rendersi disponibili a nuove relazioni che permettano il soddisfacimento di bisogni collettivi. Queste pratiche attivano un circolo virtuoso volto ad affrontare collettivamente le problematiche sociali e a risolverle con l'aiuto di tutti i soggetti coinvolti dalle problematiche stesse, realizzando integralmente le fasi del processo innovativo: dalla ideazione, alla progettazione dell'iniziativa, alla sua sperimentazione, alla realizzazione operativa, alla valutazione dei risultati; puntando a estendere questi meccanismi su larga scala.





Articolo tratto da Matteo G. Caroli,  Modelli ed esperienze di innovazione sociale in Italia. Secondo rapporto sull'innovazione sociale, Studi ed esperienze sull'Innovazione Sociale - Ceriis, Franco Angeli, 2015, pp 61-63